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I nostri  appuntamenti dedicati alla Sicilia giungono al terzo anno. Con il piacere rinnovato di parlare ancora dell’Isola, di renderla metafora, di entrare in problematiche che ci colpiscono ed in momenti di poesia che ci deliziano.
Il tutto in un contesto di drammaturgia contemporanea che rende sempre più vicini pubblico e attori, storie e sensazioni di rimando, che apre a risposte senza domande e a domande con troppe risposte.
Sono molto orgogliosa di aprire la rassegna con la preziosa presenza di uno spettacolo quale “Come un granello di sabbia”, un momento di profonda riflessione sulla giustizia che pone un amaro interrogativo: la giustizia è un diritto o un privilegio? La storia, vera, scritta ed interpretata da uno strepitoso Salvatore Arena, è quella di Giuseppe Gulotta, un giovane muratore colpevole solo di essere un piccolo e onesto uomo, condannato per un delitto che non ha mai commesso: e la condanna non è un errore, ma avviene perché è stato così deciso.
Passeremo, poco prima di Natale, ad un ritorno che esaudisce una grande richiesta: “Virginedda Addurata”, una nuova edizione con Egle Doria e Francesca Vitale e con la regia di Nicola Alberto Orofino. Il femminicidio è tema tristemente attuale, come ripetuti sono i dibattiti sul perché e sul cosa fare: ma se tutte le domande venissero poste ad una santa, la Santa Rosalia di Palermo, la virginedda addurata dai suoi fedeli ? Che posizione prenderebbe la “Santuzza”? La risposta è affidata alla penna fertile e arguta di Giuseppina Torregrossa.
E poi, a seguire, un momento di autentica poesia, “Mozza”, la fiaba moderna del rapporto tra una ragazza ed il mare, unico elemento possibile per questa creatura che confida le sue paure ad un gabbiano e si ammala sulla terraferma. La storia è affidata al talento dell’attrice trapanese Claudia Gusmano, che è anche autrice del testo.
Dedicheremo poi un capitolo ad un caduto di Mafia con “La voce di Peppino Impastato”, un ricordo del coraggioso e spregiudicato poeta e giornalista interpretato con altrettanta passione e consapevolezza da Pierpaolo Saraceno e da Mariapaola Tedesco, una madre chiusa in un dolore dignitoso ma fermo.  Spettacolo scelto tra le nomination del Milano OFF FIL Festival 2017.
Per finire, una nostra produzione, “la cosa brutta”, che mi vede protagonista di un testo del bravo Tobia Rossi, già finalista al premo Hystrio per la drammaturgia. Una storia contemporanea, a tratti ironica, il rapporto tra una madre e i suoi due figli raccontato in uno scenario stravagante e segnato dal passaggio della “cosa brutta”, che è la depressione.
Oltre che con gli spettacoli, la Sicilia sarà ancora presente con le sue eccellenze d’arte, design e food and wine. Se le nostre serate insieme, finora, sono riuscite nell’intento di essere piene, intense e piacevoli, continueranno ad esserlo. Vi aspettiamo.

Francesca Vitale

 


Palco Off Milano | Stagione Teatrale 2017 – 2018