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La Sicilia è una grande metafora.
È demone, perché dietro al suo aspetto mozzafiato si agitano atroci turpitudini.
È mito, perché genialità, ebbrezza ed arti si personificano in lei.
È madre, perché riscalda e accoglie.
La seconda edizione di Palco OFF muove da questa idea: voglio parlarvi ancora di Sicilia, in modo autentico e lontano dai cliché sempre più numerosi, che non ne rimandano né tramandano lo spirito.
La Sicilia di cui vi parlo è quella di chi ha valorizzato il sole e le vigne ed ha portato l’industria del vino alle vette mondiali. È quella che ha insegnato che la vocazione del cibo è di essere natura e non artifizio, perché non esistono artefatti nella (vera) cucina siciliana.
È quella degli artigiani, degli artisti della manualità, dei cacciatori di immagini e suoni.
Questo conta, per me, nel proporre la seconda stagione di Palco OFF.
Le sei storie che vi propongo in questa edizione parlano di canto, di diversità, di amore.
Apre la stagione, l’11, 12 e 13 novembre, “Terra di Rosa” di e con Tiziana Vaccaro. Racconta la vita di Rosa Balistreri, cantante siciliana che ha gridato con ogni fibra delle sue viscere il dolore, la passione, la libertà, e che con la sua voce struggente ha dato anima ad una Sicilia che chiedeva di esplodere attraverso le sue note.
Il 2, 3 e 4 dicembre un regalo di drammaturgia contemporanea. “A testa sutta” è una storia di diversità scritta dalla fertile penna di Luana Rondinelli: ad essere diverso, in una Palermo dove si deve nascere mori e con gli occhi neri, è “Giovanni u’ biunnu”, biondo con gli occhi azzurri, come se la gentilezza dei tratti estetici e del colore dei capelli tingesse il senso della vita del protagonista e le opinioni del mondo esterno su di lui.
Il 27, 28 e 29 gennaio “A un passo dal cielo (W la Mafia)” di e con Aldo Rapè, che avete potuto apprezzare la scorsa stagione con “Mutu”. Anche questo spettacolo, come “Mutu”, è stato pluripremiato, ed è la storia di Calogero, anch’esso un diverso in una Sicilia atrocemente spietata, un ragazzo rimasto bambino per avere assistito a qualcosa di troppo grande per lui.
Vi ho parlato di una divagazione. Vi offriremo infatti una produzione fuori dalla Sicilia. Si tratta dello spettacolo che la giuria del Milano OFF Isola Festival ha decretato come vincitore. Dunque il 17, 18 e 19 febbraio andrà in scena “Shylock”, una lettura spassosa e originale del “Mercante di Venezia” che ha debuttato al Festival di Edimburgo e che è stata portata sulle scene italiane da Mauro Parrinello nell’adattamento di Francesca Montanino.
Il 24, 25 e 26 marzo “Mari” di Tino Caspanello, che ne è interprete insieme a Cinzia Muscolino. Un Premio Riccione e tanti riconoscimenti per questa storia d’amore, per questo affaccio discreto nella vita di un pescatore e di sua moglie, dove le parole non riescono ad esprimere i contenuti e a parlare sono i silenzi, pieni, densi. Dedicato da Caspanello “a coloro che amano senza parole”, l’estate scorsa “Mari” è stato rappresentato con successo in una versione francese al Festival di Avignone. Gira il mondo e presto sarà ad Hong Kong.
Il 5, 6 e 7 maggio la rassegna si conclude con “Parole Mute”. La storia, ambientata in Sicilia, ma forse di valore universale, tra un padre e sua figlia. Il padre si ammala di Alzheimer e con tutto questo la figlia deve fare i conti, in una rivisitazione accorata della sua relazione con l’uomo. La scrissi e la portai in scena nel 2008 per la prima volta a Milano. Ha potuto vantare la regia di Lamberto Puggelli, le voci fuori campo di Paolo Bonacelli ed Ottavia Piccolo ed un Premio Enriquez. Un insieme di ricordi, canzoni, musiche, fotografie, ribellioni sempre palpitanti, che mi portano a proporvi la terza edizione.
Come chi si è già abbonato sa, gli spettacoli fanno parte di una serata composta da tante cose. Le degustazioni dei vini di eccellenza e dei cibi offerti dai nostri sponsor tecnici siciliani, la presentazione di artisti, interviste, opere e di tutto quanto sa di Sicilia.
Anche la partecipazione al week-end di charme in Sicilia offerto da Imbriani Viaggi ai nostri abbonati.
Per chi si preoccupa, si è preoccupato o si preoccuperà, abbiamo garantito a tutti la comprensibilità completa dei testi: per gli unici due spettacoli che conterranno il dialetto – seppure mescolato alla lingua italiana – le compagnie prepareranno una legenda dei termini difficilmente comprensibili.
Trascorreremo dunque delle serate in compagnia della Sicilia come metafora del Teatro, in teatro. Al Teatro Libero, eletto anche quest’anno come casa di Palco OFF.
Vi aspettiamo.
Francesca Vitale

Palco Off Milano | Stagione Teatrale 2016 – 2017